ESSERE IN CONTATTO

Dentro il TOAST! di febbraio

Di cosa si è parlato questo mese: di salute mentale e chatbot psicologi, di assistenza sanitaria e AI, di spot nel Super Bowl (anche se meno del solito).

Quello con il contributo speciale di Elisa Origi e di Gianluca Gibilaro sul marketing nel settore funebre e anche quello più lungo da settembre a questa parte.


TOAST! è un incontro dal vivo che facciamo una volta al mese per parlare di quello che è successo di interessante nel mondo della tecnologia, della cultura, della comunicazione e della pubblicità. È progettato e tenuto dalla nostra collaboratrice Sarah Marseglia, che ogni volta coinvolge anche un membro di Hagam per un intervento di approfondimento.

Ecco di cosa si è parlato questo mese.

Che rapporto c’è tra salute mentale e intelligenza artificiale? Negli ultimi tempi molte persone hanno iniziato a utilizzare i chatbot di intelligenza artificiale come fossero dei confidenti a cui affidare dubbi e riflessioni sulla propria sfera intima ed emotiva. «Succede soprattutto man mano che ChatGPT, il chatbot più avanzato tra quelli in circolazione, si diffonde sempre di più e diventa un prodotto di consumo di massa, anche in Italia. È un cambiamento che sta creando molto dibattito e qualche divisione tra gli psicologi: alcuni lo considerano dannoso, mentre altri pensano che ChatGPT possa essere un buon strumento di supporto psicologico, a patto che venga usato consapevolmente e con criterio. Su una cosa però sembrano essere tutti d’accordo: al momento le AI non sono in grado di replicare e sostituire il lavoro di uno psicoterapeuta e non dovrebbero essere usate con un intento del genere.», scrive Il Post. Un cambiamento nei comportamenti che si sta riscontrando anche in Cina: «Gli utenti affermano che i chatbot basati sull’AI fanno risparmiare loro tempo e denaro e sono più discreti in una società in cui persiste lo stigma sulla salute mentale. Una seduta di terapia in una città come Pechino può costare tra i 400 yuan (56 dollari) e gli 800 yuan (112 dollari) all’ora, un prezzo proibitivo per la maggior parte dei giovani, soprattutto considerando l’impennata dei tassi di disoccupazione giovanile». [fonte: Rest of World]

A proposito di terapia e AI: uno degli spot di Anthropic (azienda statunitense di intelligenza artificiale) andato in onda durante l’ultimo Super Bowl di qualche giorno fa, è ambientato proprio durante una seduta di psicoterapia. L’intera campagna prende in giro OpenAI che, a gennaio, ha annunciato che avrebbe iniziato a testare gli annunci pubblicitari dentro ChatGPT. Gli annunci sono previsti nella versione gratuita e nel piano da 8 dollari al mese. OpenAI ha affermato che le risposte in ChatGPT non saranno influenzate dalla pubblicità, che gli annunci saranno ben riconoscibili e che le conversazioni degli utenti non saranno condivise con gli inserzionisti.

Nelle parole di Casey Newton su Platformer: «Per un’azienda che perde miliardi di dollari ogni anno e che ha promesso di spendere più di mille miliardi di dollari per costruire infrastrutture, questa mossa indica la crescente pressione che OpenAI sente per invertire questa traiettoria. Ma è una mossa rischiosa. La maggior parte delle persone non ama la pubblicità e gli utenti osserveranno attentamente per vedere se le nuove finalità commerciali all’interno di ChatGPT compromettono l’esperienza di base. Il rischio è particolarmente significativo considerando che Google ha promesso di escludere la pubblicità da Gemini per ora, e Anthropic apparentemente non ha intenzione di inserirla in Claude».

Sempre a gennaio è accaduta un’altra cosa che si inserisce tra salute e AI: OpenAI ha lanciato ChatGPT Health e dopo qualche giorno, Anthropic è uscito con Claude for Healthcare: le due aziende hanno introdotto strumenti per integrare nei loro chatbot, cartelle cliniche e dati raccolti dalle app di fitness, per ottenere risposte personalizzate, capire gli esiti degli esami, prepararsi a visite, avere indicazioni su alimentazione e allenamento. Queste nuove funzioni mirano a supportare sia i singoli utenti che il lavoro dei professionisti del settore.

«Per OpenAI e Anthropic, l’ingresso nel settore sanitario promette di incrementare i ricavi e di integrare i propri prodotti più profondamente nella vita delle persone, in un momento in cui cercano di compensare l’aumento dei costi di sviluppo dell’IA e di dimostrare gli ampi benefici della tecnologia. Tuttavia, l’incursione nel settore medico comporta nuovi rischi, tra cui la gestione di dati personali più sensibili, l’operare in un settore rigidamente regolamentato e la possibilità che l’AI commetta errori in scenari di vita o di morte.» [fonte: Bloomerg]

A questo punto del TOAST! abbiamo discusso di AI e assistenza sanitaria, in particolare di come le persone utilizzano i chatbot di AI per avere informazioni sulla propria salute. Un argomento che ha aperto molte porte, ricco di collegamenti e spunti per condivisioni. Una questione molto vasta, che si può iniziare ad affrontare partendo dalla puntata L’intelligenza artificiale tra pazienti e medici del podcast Ci vuole una scienza del Post.

Sarah Marseglia
Torna in cima